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Trattare l'ipovisione... senza trattare l'ipovisione
di Massimo Fiori - R.I.O. 33/3
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Pubblicato il 01/07/2010
DOI: non assegnato a questo articolo
Il tema della disabilità visiva appare sempre più attuale nella realtà di tutti i paesi industrializzati, nei quali le migliori condizioni igienico-sanitarie permettono, da un lato, un aumento della vita media con conseguente maggior incidenza di patologie correlate all’invecchiamento, dall’altro, una miglior gestione terapeutica di quelle patologie che, fino a pochi anni fa, portavano inevitabilmente a una condizione di cecità assoluta.
La diffusione tra gli ottici optometristi italiani di un attivo approccio, per quanto di propria competenza, nel meccanismo riabilitativo multidisciplinare non
ha tuttavia ancora raggiunto un livello capillare. Molti colleghi trovano probabilmente poco conveniente il rapporto con l’impegno (formativo, di tempo, e di strumentazione) richiesto, anche a fronte. attualmente di un numero di richieste in costante crescita. Tale scelta, pur rispettabile, non deve però porre il professionista in una condizione di totale passività nei confronti del problema: l’ingresso di un ipovedente all’interno delle nostre attività rappresenta, in ogni caso, un’opportunità da cogliere per mettere in evidenza le proprie competenze e il ritorno d’immagine che se ne può ottenere è potenzialmente molto significativo.
Questo articolo propone una serie di situazioni-tipo quotidiane, nelle quali l’ipovedente può trarre beneficio, seguendo alcuni consigli pratici su come ridurre le difficoltà nella vita quotidiana, aumentando i contrasti, migliorando l’illuminazione, impostando le proprie attività con metodiche che meglio valo- rizzino il residuo visivo mantenuto.
Treating low vision... without treating low vision
The issue of visual impairment appears increasingly relevant in all industrialized countries, where improved health and hygiene conditions allow, on the one hand, an increase in life expectancy, resulting in a higher incidence of age-related diseases, and on the other, better therapeutic management of those diseases that, until a few years ago, inevitably led to total blindness.
The diffusion among Italian optometrists of an active approach, within their own area of ââexpertise, in the multidisciplinary rehabilitation process
has not yet reached a widespread level. Many colleagues likely find the relationship with the commitment (in terms of training, time, and equipment) required to be uneconomical, even given the current steadily growing number of requests. This choice, while respectable, should not leave professionals completely passive in the face of the problem: the inclusion of a visually impaired person in our practice represents, in any case, an opportunity to highlight one's skills, and the resulting impact on one's image is potentially very significant.
This article offers a series of typical everyday situations in which the visually impaired can benefit by following some practical advice on how to reduce difficulties in daily life, increasing contrast, improving lighting, and structuring one's activities with methods that best maximize their remaining vision.