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Valutazione dei filtri Colorlite per la compensazione del deficit nella visione dei colori
di Francesca Di Rubbo - R.I.O. 42/1
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Pubblicato il 29/10/2021
DOI: non assegnato a questo articolo
Il deficit nella visione dei colori (Color vision deficiency o Cvd), in particolare di tipo rosso-verde (RG), meglio conosciuta con il termine di daltonismo, ha principalmente origine genetica e deriva dal difetto del cromosoma X, colpendo in questo modo l’8% della popolazione maschile e lo 0,5% della popolazione femminile. Si tratta di un’anomalia che interessa i coni, cellule fotorecettrici presenti nella retina deputate al riconoscimento dei colori. In una retina, in media, ci sono 6 milioni di coni suddivisi in tre tipologie: i coni L (che assorbono prevalentemente luce rossa), S (blu) e M (verde). In un individuo daltonico una di queste tipologie di coni è assente, oppure funziona in maniera anomala. Ad oggi, non esiste alcuna cura per il deficit nella visione dei colori. Tuttavia, ci sono in commercio specifiche lenti filtranti per migliorare il contrasto di colore per gli individui affetti da Cvd. Recentemente, sono nati i filtri EnChroma, i quali sono stati già oggetto di studi ottenendo non in tutti i casi significativi miglioramenti. Lo scopo di questa tesi è valutare la validità di un’altra tipologia di filtri chiamati Colorlite, proponendo a 12 soggetti test specifici che ci permettono di appurare o meno l’effettiva compensazione della discromatopsia attraverso il confronto dei dati. Naturalmente, non si tratta del primo tentativo di risolvere il problema con accessori correttivi, da tempo infatti esistono lenti a contatto e occhiali creati appositamente per compensare i difetti cromatici. Inoltre sono disponibili una serie di app per smartphone e tablet che possono risultare utili, anche se, nessuna di queste opzioni si era rivelata veramente funzionale. In questa tesi verranno poi trattati brevemente gli aspetti fisici della luce, il colore e le sue caratteristiche e la struttura retinica, al fine di comprendere come l’apparato visivo elabora i messaggi inviati dalla luce.
Evaluation of Colorlite filters for color vision deficit compensation
Colour vision deficiency or CVD, red-green deficiency in particular (RG), commonly referred to as colour blindness, is mostly genetic in origin and is caused by a defect of the X chromosome, thus affecting 8% of the male population and 0.5% of the female population. This anomaly affects the cones, photoreceptor cells in the retina that enable colour recognition. On average, a single retina contains 6 million cones divided into three types: L cones (which mostly absorb red light), S (blue) and M (green) cones. In an individual affected by colour blindness, one type of these cones is absent or functions anomalously. To date there is no treatment for colour vision deficiency. However, there are specific filtering lenses on the market that improve colour contrast for individuals affected by CVD. EnChroma filters have also been recently developed, although studies have already shown that significant improvements are not always achievable with them. The purpose of this thesis is to evaluate the validity of another kind of filter called Colorite, by running specific tests on 12 subjects to ascertain the effectiveness, or otherwise, of dyschromatopsia real compensation, by comparing data. Of course this is not the first attempt to resolve the problem using corrective accessories, indeed contact lenses and glasses specifically developed to compensate for colour vision deficiency have been available for some time now. Moreover, a series of apps for smartphones and tablet
can be useful, although none of these options has been found to be truly functional. In this thesis physical aspects of light, colour and its characteristics and retinal structure will all be examined, with the aim of understanding how the visual system elaborates messages sent by light.